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Martedì, 11 Marzo 2014
Ai partners del progetto MIDDLE AGES AS EUROPEAN FACTORY in the footprint  of European Architect Alfredo d’Andrade Acronym: MidAges Programma Europa Creativa Sottoprogramma Cultura (action: smaller scale cooperation projects   Roma, 08.03.2014   Premesse Inizierò la mia comunicazione usando metafore sportive d’ immediata comprensione: mercoledì 5 marzo 2014 – ultimo giorno... Read More...
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1 May 2014   DICHIARAZIONE SULLA INCLUSIONE DELLA CULTURA NEGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE   Noi, le sottoscritte organizzazioni attive nel campo della cultura e dello sviluppo:   Consapevoli che il concetto di sviluppo comprende   lo sviluppo umano: la ricerca del pieno potenziale dei cittadini con dimensioni fisiche, emotive, spirituali, intellettuali, psicologiche e... Read More...
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Ai partners
del progetto MIDDLE AGES AS EUROPEAN FACTORY
in the footprint  of European Architect Alfredo d’Andrade Acronym: MidAges
Programma Europa Creativa Sottoprogramma Cultura
(action: smaller scale cooperation projects

 

Roma, 08.03.2014

 

Premesse

Inizierò la mia comunicazione usando metafore sportive d’ immediata comprensione: mercoledì 5 marzo 2014 – ultimo giorno per inviare online e in cartaceo i progetti del primo bando del programma Europe Creative - alle ore 9.00 della mattina, lo staff coordinatore, dopo aver lavorato tutta la notte, ha “gettato la spugna”, ed ha abbandonato per ora il campo, decidendo di giocare d’anticipo sul prossimo bando che sarà lanciato a giugno/luglio e scadrà nel mese di ottobre per formare una squadra più preparata e coesa che abbia maggiori possibilità di un risultato positivo con operatività prevista da maggio/giugno 2015 – EXPO Milano – a dicembre 2016 (18 mesi).

Vorrei parlare delle difficoltà incontrate in quanto mi sembra importante, fin dal primo lancio dei nuovi programmi 2014/2020, che gli operatori nel campo della cultura facciano sentire la propria voce senza subire passivamente decisioni prese “dall’alto” e spesso in contrasto con ciò che si ritiene debba essere promosso per i vari settori in cui si articola la cultura stessa, che dovrebbe essere, secondo i proclami ed i manifesti a livello europeo, il motore pulsante dell’Europa che si vuole costruire.

Intanto, per le statistiche tanto care ai nostri vertici europei, faccio presente che dei nove partner con cui, in qualità di coordinatrice del progetto, presidente dell’Associazione no profit I.C.S. International Communication Society, ho promosso il progetto, tutti appartenenti a strutture di eccellenza nel loro campo, nessuno aveva in programma di presentare un progetto nell’ambito del programma Europe Creative e neanche era informato sui parametri richiesti, per un rifiuto a priori di impegnare tempo e risorse anche personali in una battaglia considerata persa in partenza per le difficoltà nel trovare partners disposti a riempire gli e-form (moduli) e nel produrre quantità di documenti che dovrebbero costituire un rimedio contro eventuali frodi e truffe. In questo modo si lascia campo libero a tecnocrati che costruiscono un progetto a tavolino, inutile per la cultura ma utile per ottenere fondi; ed a associazioni cosiddette culturali che si “buttano” nell’avventura. In ambedue i casi i fondi non serviranno per aiutare il diffondersi delle conoscenze e della cultura.

A questo proposito dovrei dire che il nostro staff si è “incagliato” proprio nel redigere un budget con i presupposti richiesti dal bando che può espletare soltanto un cosiddetto europrogettatore che sarebbe come un commercialista per il nostro bilancio individuale, e quindi a pagamento ma con parametri europei, in quanto i costi preventivati da ogni partner vanno “spacchettati” in una serie di schede in confronto alle quali un puzzle diventa un gioco da ragazzi.

Quali sono i dati richiesti in questo settore? Anche qui procedo per metafore. Immaginate di chiedere un contributo alla UE per l’organizzazione di una cena conviviale fra dieci partners in vista di prendere accordi su un’eventuale partecipazione a progetti europei. Vengono richieste le finalità, il luogo, la data, la spesa in servizi per l’affitto del locale, le attrezzature, la spesa per ogni partners e la percentuale di quota a carico di ciascuno e quanto si chiede alla UE (per il programma Europe Creative il 60%). Perché la UE conceda il sostegno economico dovete intanto giustificare le motivazioni di questa cena: ogni partner dovrà descrivere chi è, che fa normalmente e l’attività negli ultimi due anni che lo ha portato a questa partecipazione; e dovrà indicare una valutazione sullo sviluppo che potrebbe portare questa cena nei prossimi anni: ed anche questo indicato con una descrizione minuziosa.

Per ciascuna delle portate che saranno servite bisognerà indicare i tipi di cibo e il contenuto in carboidrati, grassi, vitamine, ecc. Si passa poi alla descrizione delle attività indicate per azioni: quanto volte sarà utilizzata la forchetta, il coltello e il cucchiaio per portare il cibo alla bocca e quanto tempo impiegherete a masticare ciascun boccone di ogni portata ed i tempi di digestione previsti. E questo nella sequenza dall’antipasto al dessert, prevedendo anche un’informazione supplementare su quante volte userete le posate specifiche da pesce, carne, frutta e dessert; naturalmente dovranno essere previsti eventuali tempi per lavarsi le mani e altro.

La valutazione finale consisterà nello stabilire i tempi previsti nella digestione di ciascun cibo da parte di ogni partner, e del benessere che l’assimilazione del cibo potrà portare.

Un altro esempio di tale mentalità frutto di esperienza reale: un mio collaboratore, nell’ambito di una “caccia al tartufo” per valorizzare la sua zona di provenienza, si è affidato ad una agenzia turistica per reperire partecipanti di Paesi europei ed extraeuropei. Ha risposto, fra gli altri, un gruppo giapponese che poneva la clausola di sapere in anticipo quanti tartufi sarebbero stati trovati da ogni partecipante! A questo punto o rinuncerete alla cena, oppure sborserete tutto il costo di tasca vostra!

 

La nostra azione democratica e le prossime elezioni


<pL’Unione Europea non è nata da radici tecno-economiche, è nata per l’opera di leader visionari: senza il loro impegno e la loro motivazione non potremmo vivere nella zona di pace e stabilità che oggi diamo per scontata. Combattenti della resistenza o avvocati, i padri fondatori erano un gruppo eterogeneo di persone mosse dagli stessi ideali: la pace, l'unità e la prosperità in Europa (Adenauer, Monnet, Spinelli ecc.). Oltre ai padri fondatori, molti altri hanno ispirato il progetto europeo e hanno lavorato instancabilmente per realizzarlo.

Quando abbiamo abbandonato nella pratica le loro linee ispiratrici - citate spesso nei proclami e nelle rievocazioni – ci siamo trovati in un’Europa divisa dal modello economico adottato e dalle sue conseguenze.

Nell’attuale dibattito sull’Europa uomini illustri dei vari Paesi hanno indicato come base per trovare una vera unione europea la cultura identificata nel comune patrimonio artistico e culturale largamente inteso, un parametro costituito dalla comune memoria storica e dalla possibilità di ripartire da essa per uno sviluppo economico e sociale: e dal trattato di Lisbona in poi questa esigenza è stata recepita in varie direttive e inserita nelle attuali programmi che vanno dal 2014 al 2020. E dal dicembre 2013 sono stati pubblicati i primi bandi.

A questo proposito sono state avanzate osservazioni e perplessità: in particolare voglio citare la pubblicazione (in inglese, francese e tedesco) dell’IFA, Institute for Foreign Cultural Relations, la cui Autrice, Cornelia Bruell, fra l’altro evidenzia le principali criticità che la sfera pubblica, la società civile e il Parlamento europeo indirizzano al programma europeo che riguardano, fra l’altro, il suo carattere economico che si concentra sulla concorrenza, crescita dell'occupazione e l’incremento strategico dei pubblici. Inoltre critica il termine cultura del nuovo programma, perché considerata unicamente come una merce e una prestazione di servizi senza illustrare il suo aspetto non commerciale.

Come staff organizzatore dell’associazione I.C.S. International Communication Society, avanziamo anche noi alcune osservazioni a seguito dell’esperienza nel Sottoprogramma Cultura, progetti di cooperazione europea su piccola scala:

  • Le guide per partecipare al programma sono redatte soltanto in lingua inglese (contro il principio di promozione della diversità culturale e il dialogo tra culture);
  • i documenti da produrre da parte di ciascun partner sono estenuanti e in alcuni casi ripetitivi (es. il mandate e il cooperation agreement);
  • la richiesta assillante di dati indicativi;
  • la compilazione del budget.
  • l’identificazione attraverso la richiesta di un PIC apposito – procedura complicata e non sempre chiara - da parte di ogni partecipante al bando che detta in questo modo l’ordine di citazione dei partner e costringe a riempire l’application form da parte di persone ed enti che non sono esperti, soprattutto le piccole e medie imprese e gli enti no profit che si vorrebbero agevolare.

Comunque per far sentire la nostra voce abbiamo sempre l’arma della democrazia che possiamo utilizzare tra poco, nell’ambito delle elezioni europee del prossimo maggio 2014: disinteressarsi di questa scadenza come rifiuto dell’Europa e delle sue politiche sarebbe un grave errore, invece è importante votare quei candidati del nostro collegio elettorale che si impegneranno a promuovere effettivamente la cultura intesa nel senso migliore e nelle modalità più accessibili.

Riprenderemo i lavori per la partecipazione al bando nei prossimi giorni.

 

Cordiali saluti

Augusta Busico

 

 

 pdf2014.Lettera_aperta.pdf48.46 KB12/03/2014, 11:56

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1 May 2014

 

DICHIARAZIONE SULLA INCLUSIONE DELLA CULTURA NEGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE

 

Noi, le sottoscritte organizzazioni attive nel campo della cultura e dello sviluppo:

 

Consapevoli che il concetto di sviluppo comprende

 

  • lo sviluppo umano: la ricerca del pieno potenziale dei cittadini con dimensioni fisiche, emotive, spirituali, intellettuali, psicologiche e culturali
  • sviluppo sociale: la costruzione ed il mantenimento di strutture, politiche e strategie che facilitino e rafforzino il perseguimento dello sviluppo umano, la coesione sociale e la governance partecipativa
  • lo sviluppo economico: la creazione di ricchezza e la generazione di risorse economiche che possono aiutare a guidare lo sviluppo umano e sociale

 

Convinti dell'insostenibilità di

  • uno sviluppo umano senza diritti e libertà fondamentali e rispetto per la diversità culturale
  • uno sviluppo senza sociale senza giustizia sociale
  • uno sviluppo economico che aggrava le disuguaglianze e impoverisce le risorse naturali

 

Osservando che

 

le dimensioni culturali dello sviluppo sono troppo spesso ignorate a scapito del raggiungimento di uno sviluppo sostenibile - umano, sociale ed economico

 

Riconoscendo che

 

  • la cultura - intesa come un insieme di valori, tradizioni, patrimonio materiale e immateriale, credenze religiose, visioni del mondo e espressioni della cultura nei modi di vivere - può facilitare il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo
  • lo sviluppo - basato sui valori, visioni del mondo, credenze ideologiche, visione ecc.- è di per sè un atto di cultura che impatta, benevolmente o negativamente sulla cultura dei suoi beneficiari
  • conflitti radicati nelle disparità economiche e di potere possono essere alimentati dallo sfruttamento delle differenze culturali, con conflitti che incidono negativamente sullo sviluppo attraverso la distruzione di infrastrutture, la coesione sociale e la vita umana e la fuga di persone con esperienza

 

Credendo che

  • rilevanti organizzazioni culturali e la partecipazione possono svolgere un ruolo chiave nella prevenzione dei conflitti attraverso la promozione del dialogo e della diversità delle espressioni culturali
  • sviluppo significa partecipazione alla vita culturale della comunità e accesso alle arti come diritti umani fondamentali affermati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
  • come quarta dimensione dello sviluppo sostenibile, la cultura è essenziale come le dimensioni economiche, sociali ed ambientali; e quindi, la salvaguardia del patrimonio, la diversità, la creatività e la trasmissione della conoscenza sono parte integrante dello sviluppo sostenibile
  • lo sviluppo umano vive di creatività, di espressioni creative, le arti e il patrimonio culturale come mezzo di catarsi emotiva e psicologica, stimolo intellettuale e l'esplorazione, la celebrazione e la trasformazione della condizione umana all'interno di determinate circostanze
  • lo sviluppo sociale richiede creatività, la diversità di espressioni creative, le arti e il patrimonio culturale come mezzo di istruzione, di coesione sociale, di dialogo interculturale e di costruzione dell'identità nazionale
  • lo sviluppo economico potrà beneficiare di rafforzamento delle capacità e degli investimenti in tutti gli aspetti della catena del valore delle arti, delle industrie creative, e del patrimonio culturale materiale e immateriale, creando a sua volta posti di lavoro e generando reddito

 

Richiamando

le numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, le dichiarazioni e gli strumenti internazionali sulla cultura e sullo sviluppo sostenibile, così come la prova sostanziale, raccolta nel corso degli ultimi due decenni, del ruolo positivo della cultura nello sviluppo.

 

Convinti che la cultura è sia il motore che il supporto dello sviluppo e che dovrebbe quindi essere parte integrante degli Obiettivi sullo Sviluppo Sostenibile Post-2015

  • Una visione del futuro ancorato nei diritti umani e nei valori e principi accettati universalmente, tra cui quelli rappresentati nella Carta dell'ONU, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la Convenzione dell'UNESCO sulla Protezione e Promozione della Diversità delle Espressioni Culturali e la Dichiarazione del Millennio;
  • L'attenzione sulle questioni con maggiore impatto sullo sviluppo sostenibile e una serie di obiettivi concisi mirati a realizzare le priorità dell'ordine del giorno;
  • Un partenariato globale per lo sviluppo al fine di mobilitare l'attuazione e un ambito di monitoraggio participatorio per seguire il progresso e i meccanismi di responsabilità reciproca per tutti gli attori.

 

PERCIO'

Ci si appella a tutti i governi e gli organi competenti che definiscono l'Agenda sullo Sviluppo ONU affinché si assicurino che gli obiettivi e gli indicatori sulla cultura vengano inclusi come parte degli Obiettivi sullo Sviluppo Sostenibile, in particolare (ma non limitati a) quelli relativi a:

  • Poverty eradication
  • Education
  • Sustainable cities and human settlements
  • Peaceful and non-violent societies
  • Equality
  • Ecosystems and biodiversity
  • Economic growth
  • Sradicamento della povertà
  • Istruzione
  • Città sostenibili e insediamenti umani
  • Società pacifiche e non violenti
  • Uguaglianza
  • Ecosistemi e biodiversità
  • Crescita economica

 

e

Impegnarsi a lavorare insieme e con partner internazionali, regionali, nazionali e locali al fine di raggiungere politiche e strategie di sviluppo che riconoscano e si integrino in maniera efficace con le dimensioni culturali dello sviluppo.

Le reti internazionali che promuovono la campagna che comprende la cultura negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

 

  • IFACCA – International Federation of Arts Councils and Culture Agencies (Federazione Internazionale dei Consigli delle Arti e gli Enti della Cultura)
  • Agenda 21 for culture – UCLG’s Committee on Culture (Comitato sulla Cultura del UCLG)
  • IFCCD – International Federation of Coalitions for Cultural Diversity
  • Culture Action Europe (Federazione Internazionale delle Coalizioni per la Diversità Culturale)
  • Arterial Network
  • IMC – International Music Council (Consiglio Internazionale della Musica)
  • ICOMOS – International Council on Monuments and Sites (Consiglio Internazionale sui Monumenti e i Siti)

 

Per sostenere questa campagna si prega urgentemente di:

 

  • Visitare il sito www.culture2015goal.net e firmare questa Dichiarazione o come organizzazione o come individuo
  • Inviare tale Dichiarazione o il tuo messaggio al rappresentante del tuo paese presso le Nazioni Unite (questo probabilmente potrebbe essere tramite il Ministro o il Ministero degli Affari Esteri)
  • Consultare l'elenco dei Delegati Permanenti sul sito qui riportato http://www.un.int/protocol/documents/HeadsofMissions.pdf
  • Diffondere tale Dichiarazione alle vostre reti e spargere la parola

 

Perché è importante?

La spesa globale sullo sviluppo nei prossimi 15 anni verrà definita dal documento finale sugli obiettivi che dovrà essere approvata dagli Stati Membri dell'ONU nei prossimi mesi. Se la cultura non verrà menzionata, sarà molto difficile per i paesi elaborare politiche e fornire fondi per i progetti che fanno affidamento sul ruolo della cultura come motore e supporto dello sviluppo sostenibile.

 

Perchè è urgente?

Il Gruppo di Lavoro Aperto dell'ONU (OWG) sugli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDGs) http://sustai- nabledevelopment.un.org/owg.html organizza sessioni di lavoro per stilare l'elenco degli obiettivi e indicatori. La Cultura è quasi assente. La bozza del OWG su gli SDGs verrà finalizzata a luglio del 2014.

 

Contattare: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.