La creatività si configura come una vera e propria idea profetica, provvista di un’incisiva reale forza promozionale della libertà e dell’imprenditorialità umana. Grazie alla sua capacità di ‘programmare’ cultura, di realizzare valori (di libertà, giustizia, lealtà, amore, esteticità ecc.), la creatività si configura come opzione formativa fondamentale, principio regolativo della crescita umana per il quale trova piena giustificazione e assume consistenza la locuzione coniata dal pedagogista Mario Mencarelli di umanesimo dell’autenticità.
I valori a cui è improntata questa attitudine che richiama l’uomo a una dimensione etica, sono: personali, cioè mirati all’autorealizzazione della personalità secondo una molteplicità di direzioni in una società pluralistica; storico?sociali, comprensivi dei beni che assicurano all’uomo una convivenza caratterizzata da civiltà e rientrano nell’universo sociale e giuridico?politico; culturali, nel significato di cultura intesa sia in senso antropologico?sociale, che richiede lo sviluppo di una coscienza interculturale, sia in senso tradizionale, quale patrimonio delle opere che l’umanità ha creato e che arricchisce costantemente nel tempo (in campo artistico?letterario, scientifico, filosofico, etico?politico, ed anche nel settore dei costumi e del folklore).

Purtroppo, nel linguaggio comune, il termine creatività viene inteso erroneamente come capacità di pochi eletti, oppure come dimensione contrapposta alla logica e alla razionalità. Anche in campo scientifico si sono inevitabilmente diffuse alcune ‘semplificazioni’ sul concetto di creatività. Un’indagine condotta da Teresa Amabile, studiosa di Management alla Harvard Business School, rivela come si sia diffusa una cultura che vede la creatività solo come funzionale all’efficienza e all’innovazione aziendale: il contrassegno della creatività non può essere quello di una dimensione efficientista, ma quello di una dimensione prettamente ‘umanistica’.
Indubbiamente, nella cosiddetta società dell’informazione e della conoscenza la creatività assume un’importanza strategica a livello sia individuale sia organizzativo: coloro che sanno pensare creativamente riescono a risolvere problemi esistenti, o a riconoscere e risolvere nuovi problemi e ad aprire nuovi orizzonti.
«La stagione postfordista chiede un’organizzazione del lavoro il cui centro e la cui risorsa fondamentale sono rappresentati da una soggettività non caratterizzata tanto dalla qualificazione tecnico?professionale, quanto dalla capacità di sostenere la complessità delle relazioni interpersonali, la filosofia e i processi dell’innovazione» (Rossi, 2009, pp. VIII?IX).
La creatività è dunque un importante fattore adattivo per i singoli, per le imprese, per le organizzazioni, per i sistemi sociali e ha enormi ripercussioni sui sistemi educativi.
Per combattere l’attuale rapida obsolescenza delle conoscenza occorre abilitare modalità di pensiero creativo, come sottolineava Delors nel rapporto Nell’educazione un tesoro (1997): «Più che mai, il ruolo fondamentale dell’educazione sembra essere quello di dare agli individui la libertà di pensiero, di giudizio, di sentimento e d’immaginazione di cui essi hanno bisogno per poter sviluppare i propri talenti e per rimanere per quanto è possibile al controllo della propria vita”.
Questo imperativo non è di natura semplicemente individualistica: a quanto insegna la recente esperienza, ciò che potrebbe apparire soltanto come un mezzo dell’individuo per difendersi contro un sistema alienante o percepito come ostile, offre talvolta alle società anche le migliori possibilità di progresso. Parlando dell’educazione e del suo ruolo nel mondo: “Il suo approccio è sempre pluridisciplinare, anche per combattere contro uno dei suoi peggiori mali, la frammentazione dei saperi; la sua visione è globale, planetaria”.
Di solito si parla di educazione alla creatività pensando a percorsi da attuare nella scuola primaria o, nella migliore delle ipotesi, in quella secondaria. Nel curriculum universitario non si dà molto rilievo all’argomento. Numerosi studi sottolineano invece come si possa educare alla creatività a qualsiasi età.
Educare alla creatività in ambito universitario significa integrare la formazione curricolare con percorsi diversi, personalizzati, che non implichino tanto l’acquisizione di tecniche e metodi di creatività, quanto la forma mentis adatta all’innovazione. La creatività non dovrebbe riguardare rare occasioni “di convivialità” ma dovrebbe entrare a fare parte del curriculum universitario. Del resto se esaminiamo il concetto medievale di universitas, possiamo osservare come tutti gli attributi della creatività che abbiamo identificato, fossero già presenti in quella nozione: comunità di maestri e alunni; totalità, in riferimento alle aree dello scibile che possono essere insegnate; universalità dei risultati dello sforzo di ricerca, caratterizzato da un rigore metodologico che ne rende intersoggettivamente validi gli esiti; aspirazione alla costruzione di un’unità del sapere che possa essere tale sia in rapporto alla cultura del tempo, sia in rapporto alla sintesi che ciascuno ne elabora attraverso il proprio percorso formativo.
L’Associazione ICS&PARTNERS intende attivare una sperimentazione in collaborazione con i docenti interessati affinchè nei loro percorsi di ricerca con gli studenti, rispondendo alle tematiche del bando, tengano presenti modalità nuove di attivazione della creatività e le inseriscano nella progettazione dei percorsi didattici, informandone il Comitato scientifico dell’Associazione ICS. Potrà essere data, così, notizia della sperimentazione all’EBC European Brain Council, Consiglio di coordinamento formato da organizzazioni europee in neurologia, neurochirurgia, psichiatria, da organizzazioni e società delle industrie farmaceutiche e biotech; l’EBC lavora in collaborazione con il Parlamento europeo e la Commissione, i governi nazionali.

 

B. PARTECIPAZIONE AL BANDO 2013/2014

Sono invitati a partecipare gli studenti delle Scuole medie statali e paritarie di primo (10?14 anni) e secondo grado (14?18 anni) e delle Università degli Studi (19 – 24).
I lavori potranno essere realizzati mediante le nuove tecnologie della comunicazione (Cd Rom, Internet, Video, Webquest, StoryTelling) oltre che il tradizionale prodotto cartaceo (in questo caso si chiede anche la realizzazione di una sintesi in PowerPoint). Il prodotto propriamente detto dovrà essere accompagnato da una sintesi al massimo di una cartella, e da una breve bibliografia e una sitografia.
Sono ammessi alla selezione non più di 2 lavori per ogni Istituzione scolastica.
E’ possibile allargare la partecipazione a studenti di altri Paesi europei mediante gemellaggi, programmi Erasmus, o altre forme di collaborazione.
Comunicazioni: Adesioni entro il 28 febbraio 2014; invio lavori entro il 30 giugno 2014
Gli eventi per le Giornate dell’Identità Culturale 2014 avranno luogo dal mese di novembre.
Al ricevimento della scheda di adesione allegata (scheda A o scheda B), verrà inviata una scheda di partecipazione da spedire insieme al lavoro.

 

C. INFORMAZIONI E RIFERIMENTI

Inviare una e?mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure un fax al numero 06-77206257.