Acropoli, Atene

L'Acropoli di Atene è una rocca, spianata nella parte superiore, che si eleva di 156 metri sul livello del mare sopra la città di Atene.
Il pianoro è largo 140 m e lungo quasi 280 m. E’ stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
I resti risalenti all'epoca arcaica attestano che delle costruzioni imponenti si elevavano sull'acropoli alla fine del VII secolo a.C., epoca in cui le mura persero la loro importanza difensiva.
Nella prima metà del VI secolo a.C., dopo l'espulsione dei Pisistratidi, l'acropoli cessò di essere una fortezza e le antiche fortificazioni, le costruzioni e gli edifici templari furono distrutti durante l'occupazione persiana del 480 a.C.
Le mura furono ricostruite da Temistocle e Cimone e, per celebrare la vittoria definitiva sui Persiani, fu eretta una statua colossale di Atena Parthenos, scolpita da Fidia. Durante l'epoca di Pericle fu realizzata la ricostruzione dell'acropoli, con la costruzione del Partenone, dei Propilei ed in seguito dell'Eretteo e del Tempio di Atena Nike.

Bandiera

Ufficialmente adottata nel 1822, è composta da una croce greca bianca in campo blu nell'angolo in alto a sinistra (vicino l'asta) e una combinazione di nove strisce orizzontali bianche e blu. La tonalità di blu è variata negli anni ed ora è comunemente usato un blu scuro. La croce è simbolica per la fede greca e le nove strisce rappresentano le altrettante sillabe del grido Libertà o Morte comunemente usato durante la Guerra d'indipendenza greca. Si dice che il bianco stia per la purezza di quella lotta.

Stemma

Simbolo del XIX secolo, previsto dalla Costituzione di Epidauros del 1° gennaio 1822, e stabilito con decreto il 15 marzo 1822.

Inno

Imnos Is Tin Eleftherián, che significa Inno alla libertà è l'inno nazionale greco. Il testo è formato dalle prime due strofe dell'omonima poesia composta nel maggio del 1823 da Dionysios Solomos (Zante, 1798 - Corfù, 1857), e musicata poi nel 1828 da Nikolaos Mantzaros (Corfù, 1795 - 1872); Nel 1864 è stato adottato come inno ufficiale.