Castello Reale, Varsavia

Il Castello Reale di Varsavia, palazzo reale e residenza ufficiale dei monarchi polacchi, era l’ufficio personale del Re, come gli uffici amministrativi della Corte Reale, fino alle spartizioni della Polonia.
Tra il 1926 e la seconda guerra mondiale, il castello devenne sede del Presidente della Polonia.
Si trova nella piazza del Castello all'ingresso della Città Vecchia e si articola intorno ad una grande corte interna, un pentagono con tre lati ad angolo retto, due dei quali danno sulla piazza.
Su uno di essi si apre l'ingresso principale, sormontato dalla Torre di Sigismondo, munita di orologio a partire dal 1622, mentre l'altro si collega al primo tratto del settore orientale, verso la Vistola, in questo punto originaria dell'epoca dei duchi di Masovia: in corrispondenza dell'angolo sporge verso l'esterno la Torre Grodzka, risalente al XIV secolo, mentre la facciata sul cortile interno conserva tracce delle originarie strutture gotiche.
Sulla facciata interna la Torre di Ladislao, costruita nel 1571 e rimaneggiata nel 1637-1643, separa la parte più antica dall’Ala sassone, dove si trova la Galleria Kubicki, terrazza panoramica porticata affacciata sul fiume. Oltre l'originario pentagono, l'Ala sassone prosegue con l'Ala Bacciarelli, del XVIII secolo e in origine destinata a sede della scuola d'arte di Maurizio Bacciarelli, e oggi adibita ad uffici. 

     

Bandiera

Il rosso e il bianco sono stati a lungo associati con la Polonia e con il suo stemma.

  

Stemma

Lo stemma della Polonia, usato già da centenni, raffigura un’aquila bianca con corona. Secondo la leggenda, Lech, il presunto fondatore dello stato polacco, un giorno vide sul suo cammino un nido d’aquila e decise di costruire un borgo in quel luogo. Dalla parola polacca nido (gniazdo) proviene il nome dell’antica capitale della Polonia, Gniezno, mentre l’aquila è il simbolo dello Stato. L’immagine dell’aquila è stata soggetta a varie modifiche nel corso dei secoli: ai tempi del regime comunista fu addirittura privata della corona. 

     

Inno

La Mazurka di D?browski è stata scritta nel luglio del 1797 a Reggio Emilia, da Józef Wybicki, un militare dell'armata polacca del generale Jan Henryk D?browski, al momento impegnati nella Campagna d'Italia, alleati di Napoleone. Il generale francese promise ai polacchi che la loro patria avrebbe riconquistato la libertà se avessero combattuto al suo fianco contro Russia, Austria e Prussia. Il verso Jeszcze Polska nie zginela (la Polonia non è ancora scomparsa) si riferisce appunto alla spartizione del territorio polacco, avvenuta nel 1795, tra Russia, Austria e Prussia; mentre il verso Marsz, marsz, D?browski, Z ziemi w?oskiej do Polski (In marcia, D?browski, dalla terra italiana a quella polacca) si riferisce al desiderio dei militari polacchi di raggiungere presto la Polonia guidati dal loro generale. Questo scritto è stato ufficialmente adottato dalla Polonia come inno nazionale, nel 1927.